Dopo la visione sulla montagna, la gloria di Gesù della quale tutti siamo coeredi, Pietro, Giacomo e Giovanni, schiacciati a terra, vogliono innalzare tende. Al che Gesù li invita: "Su, in piedi, non temete" e si potrebbe aggiungere abbiamo un lavoro da fare estendere questa gloria immortale al mondo intero e morituro.
Anni fai il PIME aveva iniziato una nuova parrocchia a Zamboanga City, poi chiamata della Trasfigurazione. Come di costume i cristiani del luogo volevano o una statua o un dipinto da mettere dietro l'altare. Si scelse dipinto, ma il pittore, dopo aver letto il vangelo sulla Trasfigurazione non sapeva cosa dipingere. Poi il colpo di genio e dipinse una tela due metri per due (o più o meno) con lo stile Glitch. Una macchia circolare bianca e luminosa attorno alla quale dispose pennellate di colore bianco, giallo, azzurro e sparsi qua e la "pezzi" di colore che sembravano "frantumi di una immaginaria forma umana, con l'impressione che frantumi simili e immaginari fossero già schizzati fuori, chissà dove, dalla stessa tela. A me piacque. Una tela, cioè il mondo finito, non può contenere l'infinto, la gloria del Signore, ma solo qualche sua piccola parte. L'effetto collaterale fu che piacque molto anche ai musulmani del luogo contrari alla riproduzione di immagini umane.
Insomma, per scoprire quel che realmente siamo, creature destinate alla eternità, bisogna avere una visione che il mondo non può contenere, ma il regno di Dio sì. Così la chiesa tenta di mostrare.
Sicuramente papa Francesco vestito di bianco oggi a Lisbona mentre dice che "nella chiesa c'è spazio per tutti". ha un impatto emotivo straordinario su un milione di giovani dritti in piedi in mezzo a un turbinio di colori … un po' meno, per il resto del mondo narcotizzato dalla sovraesposizione mediatica imposta dal neo-capitalismo.
Si potrebbe dire, meno male che c'è ancora gente, non solo giovani, non solo nella Chiesa, ai quali interessa la trasfigurazione del cuore, che continua a ragionare "con il cuore". Senza illudersi o illudere, sapendo illuminare la via quando scendono le tenebre. Oggi è anche l'anniversario della tragedia di Hiroshima.
Nel brano del Vangelo della Trasfigurazione una voce risuona: "Ascoltatelo" Oggi diremmo, riascoltate le sue parole, sparse per il "dipinto" della creazione e riassunte nel capitolo quinto di Matteo, il discorso sulla montagna. Visione, questa, non intesa come fuga dal mondo ma tensione per rinnovarlo e guarire le ferite provocate dalla ingiustizia, dalle bombe e dal disinteresse. Dove si possa ancora udire il grido" Coraggio, In piedi, non temete"
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